Gamindo: la piattaforma per donare giocando - Valore Responsabile

Ultimo aggiornamento il 27 febbraio 2020 alle 9:16

Gamindo: la piattaforma per donare giocando

Già scelta dall’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, Emergency e il WWF, Gamindo rivoluziona il tempo che spendiamo per intrattenerci con i videogiochi. I punti si trasformano in donazioni per cause di solidarietà: già 5mila i giocatori attivi

Quanto tempo della nostra vita spendiamo con lo smartphone in mano? Il Digital Report 2020 calcola che in Italia sono quasi 5o milioni gli utenti Internet su base giornaliera che trascorrono online 6 ore al giorno. Tutto tempo prezioso effettivamente “speso” anche in molte azioni fini a se stesse di intrattenimento o conversazione. Ma soprattutto è in forte espansione il mondo del gaming: 4 italiani su 5 giocano e 1 su 8 segue il live streaming di altri giocatori. Nasce così, osservando i viaggiatori sulla metropolitana chini sul cellulare nell’attesa della destinazione, l’idea che ha dato vita a Gamindo, la prima piattaforma di gaming che ha un obiettivo più ampio, orientato al bene e alla solidarietà. “Da una parte ci siamo arresi all’evidenza, perché nella società di oggi quasi nessuno è disposto a rinunciare allo smartphone. Dall’altra però abbiamo voluto dare più valore al tempo e al gioco: con Gamindo abbiamo unito brand, mondo no profit e giocatori/utenti in un unico meccanismo virtuoso” ci racconta Nicolò Santin, CEO e fondatore di Gamindo.

 

Come funziona Gamindo?

In modo molto semplice: l’accesso alla piattaforma è completamente gratuito, basta giocare per accumulare gemme del valore di 1 centesimo l’una, che hanno un valore economico e possono essere donate in beneficenza agli enti non profit presenti nella piattaforma. Il loro valore è dato dagli investimenti pubblicitari delle aziende che scelgono Gamindo per promuoversi o affidano a Gamindo l’ideazione e la realizzazione di giochi brandizzati. Anticipiamo già il vostro pensiero e  no, non è una piattaforma piena di pop up e interruzioni, perchè i brand sono elegantemente integrati nell’esperienza di gioco. Ora disponibile su Apple Store e Google Play per smartphone e tablet, sta per arrivare anche su web app.

 

 

“Ad oggi abbiamo 5mila giocatori, ma il dato più significativo è il tempo medio di permanenza di 30 minuti: significa che l’esperienza è piacevole, ma l’obiettivo non è aumentare la permanenza, è aumentare il numero di giocatori e quindi di donatori. Per questo ogni giorno si possono accumulare al massimo 20 gemme e lavoriamo per assicurare un’esperienza di gioco piacevole e senza interruzioni pubblicitarie”. Terminato il budget investito, le stesse aziende possono decidere se investire di nuovo tramite inserzioni su Gamindo, continuando indirettamente a sostenere le cause degli enti no profit.

 

Un’idea premiata non solo da chi la sceglie

 

Sviluppata da un team di otto giovani uomini e donne tutti under 30 sparsi per l’Italia a Treviso, Napoli, Roma, Messina, Milano e Pordenone, Gamindo rivoluziona il mondo delle donazioni e dà obiettivi nuovi al mondo del gioco, che diventa strategia commerciale e sociale anche per le aziende stesse, allargando la base del proprio pubblico. Oggi sono dieci i giochi sponsorizzati e sono sempre più numerosi gli enti no profit che ne beneficiano, come l’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, Emergency, il WWF. Così, insomma, vincono tutti: con un forte impatto sociale che spinge i giocatori a migliorare anche le proprie performance tra puzzle e sfide multi giocatore. Nicolò Santin e Matteo Albrizio, amici e fondatori di Gamindo, hanno già ottenuto numerosi riconoscimenti: il Premio Nazionale Innovazione in Senato Italiano, il prestigioso Seal of Excellence della Commissione Europea e l’opportunità di vivere tre mesi in Plug and Play in Silicon Valley, per accelerare il business con strategiche connessioni.

 

 

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