Alfiere della Repubblica, i nonni diventano Amici di penna
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Ultimo aggiornamento il 20 Aprile 2021 alle 9:27

Uno scambio di lettere con gli anziani della zona. Così Aruna è diventata Alfiere della Repubblica

Aruna Rossi, 18enne di Cento, è una dei 28 giovani che ha ricevuto l'onorificenza di Alfiere della Repubblica conferita dal Quirinale. Il motivo l'impegno nel progetto Amici di penna, un'iniziativa partita con il lockdown per uno scambio epistolare con i nonni della zona. Con l'obiettivo di sentirsi meno soli

Insignita dal Quirinale del titolo di Alfiere della Repubblica “per la passione con cui si è dedicata, insieme agli amici del gruppo Agesci di Cento, al dialogo con gli anziani costretti all’isolamento a causa della pandemia”. Un filo diretto che “si è sviluppato nella forma epistolare” attraverso il progetto ‘Amici di penna‘. Ed è per questo che Aruna Rossi, 18enne del Comune di Cento, in provincia di Ferrara, ha ricevuto lo scorso marzo l’onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica a lei e ad altri 28 giovani. L’iniziativa è nata durante il primo lockdown. L’isolamento impediva ogni forma di contatto, e di lì l’idea di stabilire una corrispondenza all’antica – fatta non con il computer, ma carta e penna alla mano – tra giovani e anziani della zona. Un ponte di lettere, per sentirsi più vicini nonostante il distanziamento sociale.

Uno scambio epistolare tra giovani e anziani

I servizi per l’integrazione socio-sanitaria del Comune già collaboravano con il gruppo scout Agesci della cittadina, di cui fa parte Aruna, studente di Ragioneria di origini indiane arrivata in Italia in tenerissima età. E i ragazzi dei clan La Rocca e L’Orma avevano da tempo “adottato” gli anziani della zona coinvolgendoli in progetti sociali. Lo scoppio dell’emergenza ne impediva però il proseguimento. Di qui l’idea di iniziare una corrispondenza, senza passare però da mezzi tecnologici come i computer o i cellulari, troppo ostici per i più anziani. Meglio invece uno scambio di lettere scritte a mano che “permette il contatto in sicurezza, senza ricorrere ai media digitali, un alfabeto che sarebbe stato sconosciuto per gli anziani” si legge sul sito del Comune. E un nuovo stimolo per i giovani, chiusi in casa davanti a uno schermo con la didattica a distanza.

“Durante il lockdown mi ero chiusa in me stessa”

Per Aruna la notizia del titolo è stato “Un fulmine a ciel sereno, ho pianto per l’emozione” ha raccontato in un’intervista a un’emittente locale. “All’inizio ho pensato a uno scherzo, non sapendo nulla della candidatura”, inviata invece da Federica Grazi, responsabile del gruppo Agesci insieme a quella di altri ragazzi all’epoca minorenni. L’onorificenza “mi rende orgogliosa di rappresentare un progetto realizzato con il cuore”. Lo scambio di lettere che contengono pensieri e sentimenti ha aiutato non solo gli anziani, ma anche i ragazzi e la stessa Aruna. In quei mesi, ha ricordato, “mi ero chiusa in me stessa, ero indisponente”. Oltre alla mancanza dei nonni, “sentivo l’esigenza di aiutare qualcuno”. In particolare i più colpiti dalla condizione di solitudine causata dalla pandemia, gli anziani. Nel caso di Aruna, lo scambio è avvenuto con nonna Ivana, incontrata in seguito anche di persona. E poi sono altri diciotto i nonni coinvolti, tra residenti a Cento e altre frazioni come Terre del Reno, Bondeno, Poggio Renatico.

Il desiderio di far conoscere la propria storia

Il progetto è stato esteso anche alla partecipazione dei migranti del centro Spar Siproimi del Comune di Cento. “L’intento è stato quello quello di costruire un ponte tra giovani ed anziani, ma anche quello di creare uno scambio tra ragazzi” è scritto sul sito del Comune. Così i giovani ospitati nella struttura gestita dalla Cooperativa Cidas sono stati messi in contatto con il gruppo scout, e hanno scritto lettere a quattro mani da far recapitare agli anziani. Con il desiderio di farsi conoscere, ognuno con la propria storia.
Il progetto si struttura “attorno al sentimento della sorpresa nel ricevere una lettera”, è spiegato sul sito. “Amici di Penna è un regalo bellissimo per gli anziani isolati a causa del Covid” ha dichiarato Ilaria Bovina, referente del servizio per l’Integrazione socio sanitaria. Per Federica Grazi ha significato “abbandonare la tastiera per riscoprire il piacere della penna e della parola che si imprime sulla carta”. I ragazzi hanno così “compreso l’importanza delle relazioni, anche a distanza”.

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