Spettacoli “sospesi”: gli artisti difendono musica e teatro dal Covid
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Ultimo aggiornamento il 11 Febbraio 2021 alle 8:00

Spettacoli “sospesi”, favole al citofono e attori rider: gli artisti difendono musica e teatro dal Covid

Assistere a uno spettacolo in questo periodo sembra impossibile ma ci sono associazioni che riescono a rispondere alla sospensione degli spettacoli e a tenere viva la cultura con iniziative sorprendenti

Quanti figli durante le feste appena trascorse non sono riusciti a rientrare a casa, dalle famiglie di origine? E quante mamme, avrebbero desiderato il loro ritorno, come la più bella sorpresa natalizia?

Lo spettacolo sul pianerottolo

Per rallegrare la triste situazione uno dei regali più apprezzati ed emozionanti, almeno in quel di Modena e provincia, è stato un monologo teatrale inaspettato, interpretato da un’attrice o attore della compagnia Peso Specifico, sul pianerottolo o nel giardino di casa. “Il progetto è nato alla fine di novembre per mantenere il teatro in presenza per noi attori e dare la possibilità di assistere a un evento culturale in prossimità e non in streaming – racconta Roberta Spaventa direttrice artistica di Peso Specifico -. Così ho coltivato un progetto che avevo in mente da tempo: un festival pianerottoli itinerante. Mandiamo un attore con un monologo da consegnare come un “pacco express” sulla soglia”. Monologhi e fiabe. Un menu che si poteva consultare, con tematiche varie: “Dalla relazione tra follia e libertà preso da Come vi piace di Shakespeare, a un pezzo scritto da me sull’amore, a uno “occhi negli occhi” con le madri, spesso regalato da figli che non potevano raggiungerle. E poi le fiabe per i più piccoli: quella di un Babbo Natale che si era svegliato in ritardo e che rimediava portando ai bimbi una piccola fiaba al posto dei regali”. Ogni monologo ha un prezzo di 28 euro. Le richieste, raccontano gli attori, sono state tantissime e continuano ad arrivare: “Il format è piaciuto e continueremo a proporlo ora – aggiunge Spaventa -, ma anche quando finalmente l’emergenza Covid si concluderà”.

Sembra, insomma, che, in mancanza dello spettacolo migliore e più coinvolgente, quello live, la pandemia abbia offerto agli appassionati nuove interessanti modalità di fruizione dei contenuti artistici. Peso specifico non è stata l’unica compagnia a proporre forme innovative per sostenersi. Immaginate che vi suoni il citofono o il telefono e dall’altro “capo del filo” ci sia un attore che recita favole o filastrocche: succede a Modena dove compagnia Teatro dei Venti ha trasformato le “Favole al telefono” di Gianni Rodari in “Favole al citofono”. Per Natale, molte famiglie le hanno “regalate” ai loro anziani soli o ospitati in Rsa, quindi impossibilitati a vedere figli e nipoti, per farli sentire meno soli.

Gli attori rider

Ci sono poi gli “attori rider”. Girano in bici per le città, da Bologna a Milano, passando per Palermo e Lecce, con lo zaino tipico dei rider che consegnano i pasti che contiene “oggetti di scena” e si esibiscono, a richiesta, per strada, nei parchi o in giardini privati o cortile. Tutti gli artisti che propongono il format hanno predisposto veri e proprio menu, proprio come quelli dei ristoranti a cui “si sono ispirati”.

Un esempio è “Consegne – una performance da coprifuoco”. Andato in scena  per la prima volta a Bologna, con la compagnia Kepler-452, passato attraverso Imola, Ferrara e Udine è poi arrivato anche a Napoli grazie all’adattamento delle scene curato dal drammaturgo Eduardo Di Pietro. In questo caso l’attrice protagonista si sposta per la città, per effettuare, di fatto, la sua consegna come corriere con tanto di zaino colorato sulle spalle il suo obiettivo è consegnare un dono a uno spettatore che ha prenotato la performance. Lo spettatore segue il percorso dell’attrice attraverso la piattaforma Zoom, aspettando l’incontro finale alla porta. 

L’arte di pensare al futuro: lo spettacolo sospeso

Anche la musica si è “mossa”. Immaginate di acquistare un biglietto di un concerto o di uno spettacolo oggi per andarci in futuro. Quando, purtroppo, non ci è dato saperlo, vista l’incertezza del momento, riguardo l’andamento della pandemia. Ma se si segue un artista se ne ha anche fiducia e stima. Ed è proprio su fiducia, stima e affetto del pubblico che si basa l’iniziativa del musicista blues Folco Orselli, che si è inventato lo “Spettacolo sospeso”. Tutto, in realtà, nasce da un’idea di Oklahoma, associazione milanese che si occupa di minori in difficoltà, che si è offerta di pagare al bluesman un concerto da fare in primavera, o quando la situazione lo permetterà. Il “future-show” di Orselli di chiamerà “Blues da asporto – Servito freddo in primavera”. Il musicista ha già venduto vari spettacoli. Orselli, che si è sempre speso per la riqualificazione delle periferie milanesi, alle quali ha spesso “regalato” concerti e spettacoli, ora viene ripagato concretamente dai suoi fan.

Anche altri colleghi musicisti hanno lanciato, per Natale, iniziative simili. Walter Muto e Carlo Pastori vendono playlist prenotabili online e suonate in streaming ma dal vivo.

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Teatri lirici aperti nonostante tutto

Un’altra iniziativa nata per salvare il teatro e l’operà è “Aperti, nonostante tutto” promossa da Anfols – Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfonich. Dallo scorso novembre, l’associazione ha deciso di rispondere alla sospensione degli spettacoli con un palinsesto di produzioni in streaming, in assenza di pubblico ma con gli artisti in presenza, che vengono trasmesse e condivise attraverso siti e social network di tutte le Fondazioni e dal sito di Anfols. “I teatri – spiegano Francesco Giambrone e Fulvio Macciardi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’’Associazione – sono luoghi di comunità che in questi mesi di pandemia hanno dato conforto ai cittadini svolgendo in pieno il servizio pubblico cui sono chiamati. Sono luoghi necessari. Vogliamo contribuire a tenere accesa una luce di speranza che sia di aiuto a tutti in questo tempo così difficile”. Hanno aderito, tra gli altri, il teatro lirico di Roma, la Fenice di Venezia, il teatro comunale di Bologna, che hanno proposto un calendario molto ricco coinvolgendo direttori come Daniele Gatti e Zubin Metha.

Iniziative volte sì, a dare una mano a categorie di lavoratori fortemente colpiti da lockdown e restrizioni, ma anche a tener vive cultura e musica. Perché mai come in questo periodo ce n’è bisogno.

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