Arianna Ortelli a 24 anni inventa una console per far giocare ipo e non vedenti. La sua storia - Valore Responsabile
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Ultimo aggiornamento il 13 ottobre 2020 alle 11:31

Arianna Ortelli a 24 anni inventa una console per far giocare ipo e non vedenti. La sua storia

BlindConsole è un device con software che attraverso un ambiente digitale immersivo dalle caratteristiche acustiche e tattili rende possibile l’attività sportiva alle persone ipo e non vedenti insieme alle normodotate

Riuscire a far vivere lo spirito aggregativo alla base dello sport anche alle persone ipo e non vedenti è possibile e i responsabili sono stati la 24enne Arianna Ortelli e il (quasi) coetaneo Dario Codispoti, Cofounder di Novis, la startup innovativa a vocazione sociale che ha sviluppato BlindConsole. Si tratta di un device con software che attraverso un ambiente digitale immersivo dalle caratteristiche acustiche e tattili rende possibile l’attività sportiva alle persone ipo e non vedenti insieme alle normodotate, sviluppando l’inclusione e promuovendo uno stile di vita attivo e partecipativo agli oltre 253.000 italiani sotto i 50 anni affetti da una grave carenza visiva.

L’idea e la progettazione grazie a un bootcamp

Arianna, laureata lo scorso luglio, è già a capo da un anno e mezzo dell’azienda e rientra a pieno titolo fra quelle 1.221 colleghe donne a capo di una startup (pari al 12,3% del totale).

“A febbraio 2018 ho capito che non volevo solo gestire un’impresa, ma costruirla da zero. Allora ho partecipato ad un bootcamp per la prototipazione organizzato da Fondazione Agnelli.” Racconta Arianna.“Io sono una sportiva: gioco a calcio da quando avevo 11 anni ed avevo il desiderio di fare business con lo sport facendo leva sul suo principio base: l’aggregazione. Al bootcamp ho conosciuto il mio socio e CoFounder di Novis: Dario Codispoti. Da un brainstorming di gruppo abbiamo pensato ad una soluzione che potesse rendere inclusivo lo sport per le persone ipo e non vedenti e così nasce l’idea della BlindConsole“.

Cos’è BlindConsole

BlindConsole è la prima console formata da app sul cellulare, joystick e cuffie. Dalla app proprietaria (e sviluppata internamente) si può selezionare un gioco preferito, come ad esempio il Ping Pong. Connettendo il cellulare via bluetooth al joystick ed alle cuffie, vengono catturati e tradotti i movimenti di mani e braccia del giocatore in suoni e vibrazioni che saranno trasmessi all’app e successivamente al joystick del secondo giocatore che così, immerso in un ambiente di suoni e tattile, potrà giocare con un nuovo sistema di orientamento non dipendente dalla vista. Questa tecnologia permette alle persone con limitazioni visive di giocare e vivere la vita di tutti i giorni con una nuova autonomia.

App, Joystick e Cuffie di BlindConsole, Novis

Dall’idea ai primi prototipi in meno di sei mesi

Tempistiche da Superman, possibili solo grazie a una chiara divisione dei lavori: Dario si occupa della progettazione mentre Arianna redige il business plan ed inizia a trovare competenze e fondi mancanti. Insomma, la classica ma non scontata differenza fra inventore ed innovatore: Dario è il primo, Arianna la seconda.

“Il design dei primi prototipi era davvero terribile, ma ce li avevamo! Le persone potevano toccare con mano la nostra idea e il software di gioco funzionava!”, prosegue Arianna. E’ con questi prototipi che si presentano, nell’autunno del 2018, alla Maker Fair di Roma, dove arrivano finalisti nella call “Make to Care” dedicata all’impatto sociale, raccogliendo i primi fondi che rendono possibile la creazione di un’organizzazione flessibile, competente e veloce. Oltre ad Arianna e Dario si uniscono un designer e un ingegnere elettronico. Segue il prototipo di seconda generazione, testato con alcuni associati delle sedi torinesi della UICI – Unione italiana ciechi ipovedenti e APRI – Associazione pro retinopatici italiana.

 

I primi investitori e la costituzione della startup

Arianna decide di presentare il progetto all’acceleratore Social Fare di Torino ed è subito un successo: i ragazzi raccolgono 50.000€ e la partecipazione ad un programma di accelerazione che li porta a febbraio 2019 ad avere cinque nuovi prototipi dal design molto più avanzato, quasi somigliante all’attuale e software sviluppati attivamente in CoDesign con gli utenti finali delle associazioni prima citate: da tester passivi a codisegnatori attivi!

Grazie ai fondi costituiscono anche la società.

Il 2019 è l’anno della definizione del design dell’hardware e dell’ottimizzazione del software. Quest’ultimo non è ancora ultimato al 100%:  è volontà di Novis di rendere l’app una piattaforma aperta in cui, ogni sviluppatore dotato del kit necessario, potrà caricare un gioco, così da moltiplicare le opzioni di scelta.

Il futuro di Novis e BlindConsole

Ma dove si può comprare BlindConsole?

“al momento siamo in preordine per tutte le persone che ci hanno aiutato a disegnare e testare il prodotto. Resteremo in questa fase fino a gennaio, per poi aprirci alla distrubuzione nazionale per marzo 2021. Al momento ne abbiamo già venduti 50. Per il lancio al grande pubblico stiamo aspettando che l’ecosistema dell’app funzioni al meglio. Purtroppo il lockdown ci ha reso difficoltosi ulteriori test che sono ripresi da poco, ma salvo ulteriori “novità” le tempistiche dovrebbero rimanere queste”.

Oltre al ping pong sono disponibili altri giochi?

“Stiamo progettando dai 5 ai 10 giochi che abbiano finalità più complete. Per esempio ci piacerebbe sviluppare qualcosa di sfidante e collaborativo, un gioco di squadra come il basket ad esempio, o strategico, come l’organizzazione di una squadra di calcio, ma soprattutto c’è da aprire tutto il mondo dell’Arcade, dei giochi di ruolo e di avventura, in un ambiente immersivo che puoi sentire e toccare, ma non vedere. Stiamo anche studiando la possibilità di sviluppo di suoni 3D a 360° per i giochi di sparo e di mira.”

Al di là dell’intrattenimento e dell’inclusione sociale, è evidente che ci sia anche uno scopo educativo.

“E’ in realtà la cosa più importante che in futuro vorremmo sviluppare ulteriormente, con giochi educational che insegnino a cucinare, ad aumentare la memoria con i suoni, labirinti di orientamento, gestione di fattorie o di città”.

A quando la conquista del mondo?

“La popolazione italiana ha un’educazione digitale scarsa in confronto a quella del Nord America, dell’Estremo Oriente e del resto dell’Europa e vale la medesima valutazione per la community di persone ipo e non vedenti italiane. Pensiamo quindi che se il prodotto funziona qui, dove c’è un po’ di diffidenza rispetto alle nuove tecnologie, allora il resto del mondo sarà una passeggiata, o almeno lo speriamo! Inoltre l’Italia sarà anche il nostro mercato test: saranno necessarie modifiche ed implementazioni ed è meglio partire da un mercato che conosciamo culturalmente, per poi poterci aprire al resto del mondo.”

In Italia ci sono 253.000 persone ipo e non vedenti under 50, il che li rende potenzialmente interessati al digital game e quindi a BlindConsole.

Se si considerano tutti i paesi industrializzati con persone che possono permettersi una spesa di €199 (questo il prezzo di lancio di BlindConsole a marzo 2021) allora si parla di un mercato potenziale di 19,5 milioni di persone e, se si vuole guardare esclusivamente al dio danaro, ad un giro d’affari potenziale di quasi 4 miliardi di euro.

Fare impresa bene per il bene, fa bene.

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