Alinker, un modo diverso di pensare alla mobilità - Valore Responsabile
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Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2020 alle 9:57

Alinker, un modo diverso di pensare alla mobilità

Un mezzo sostenibile per chi deve far fronte a una deambulazione limitata. Un progetto attento anche all'inclusione: con la possibilità di finanziare un acquisto solidale

La crisi mondiale che abbiamo affrontato a causa dell’epidemia Covid19 ha accelerato una tendenza già in atto: la scoperta, o in alcuni casi la riscoperta, di una mobilità alternativa e spesso decisamente più sostenibile di quella costituita dalle automobili. Biciclette e monopattini sono tornati di moda, spesso sotto forma di mezzi elettrici che semplificano gli spostamenti: ma si tratta pur sempre di oggetti pensati per un pubblico generalista, che non tengono in conto di esigenze diverse. Un’alternativa, possibile, è il mezzo a tre ruote di Alinker: una walking bike ideata per offrire un supporto a chi deve far fronte a una deambulazione limitata ma che non vuole perdere la propria indipendenza.

Che cos’è Alinker

Niente motore, niente pedali, ma comunque compatta (è un mezzo ripiegabile) e leggera: la walking bike Alinker è frutto dell’intuizione di Barbara Alink, il designer che l’ha progettata, e gode già di una certa diffusione in alcune nazioni come l’Olanda, il Canada e in generale in Nordamerica. Alinker è costruita da Alinker International Corp, azienda costituita dalla stessa Alink ma classificata come “b-corp”: è una no-profit secondo l’ordinamento statunitense, quindi l’intero progetto è pensato senza scopo di lucro e con il fine di garantire a una platea il più possibile eterogenea l’opportunità di muoversi in autonomia.

Con un gancio per una borsa e una sella che permette di inforcare l’Alinker restando praticamente in piedi, questa sorta di bici-senza-pedali permette di spostarsi con una soluzione simile a quella di altri deambulatori ma mantenendo un assetto e una postura più naturali. Tecnicamente si chiama appunto “walking bike”, e serve a consentire di continuare a camminare a chi a causa dell’età o di qualche patologia vede ridotta la propria capacità di muoversi.

 

 

L’idea di costruire una walking bike è legata anche a una considerazione pratica: le sedie a rotelle, altro strumento largamente diffuso in questo campo, sono un prodotto utile ma che impedisce a chi potrebbe ancora utilizzare gli arti inferiori (seppur meno funzionali) per spostarsi. Secondo quanto sostenuto da Alinker parliamo di oltre il 50 per cento di chi oggi utilizza una sedia a rotelle: va da sé che offrire loro un’alternativa significa anche fornirgli la possibilità di fare movimento, e dunque mantenere un certo tono muscolare, come altrimenti sarebbe impossibile.

Alinker arriva anche in Italia

Carlo Pittis con Barbara Alink

Carlo Pittis oggi è un imprenditore sociale, ma in passato è stato un manager all’interno di aziende multinazionali: lui stesso ha dovuto far fronte a una mobilità ridotta a causa di un problema di salute che l’ha colpito qualche anno fa, e che l’ha costretto a ripensare il suo stile di vita. La patologia rara che l’ha colpito, racconta lui stesso, ha modificato il modo in cui si muove: l’incontro con la Alinker è stato casuale, ma come un vero colpo di fulmine non solo l’ha convinto a dotarsene ma oggi lo ha spinto anche a diventare (assieme ad altri soci) l’importatore ufficiale per l’Italia.

 

“Le tre ruote la rendono molto stabile – racconta Pittis – è realizzata in alluminio ed è quindi molto leggera, appena 12 chili, eppure è molto solida. È realmente maneggevole: si piega con pochi movimenti, le ruote si smontano molto facilmente, con un dito, così come il sellino e il manubrio, e si ripone agevolmente anche in auto”. Altro aspetto peculiare si lega direttamente alla postura che si assume sulla Alinker: a differenza di una sedia a rotelle, chi può utilizzare una walking bike si ritroverà di fatto praticamente in piedi, con lo sguardo alla stessa altezza dei suoi interlocutori: rendendo più naturale l’interazione.

 

Il costo di una Alinker non è esattamente popolare: 1.790 euro (+IVA), ma la qualità si sa si paga. Esistono delle facilitazioni per quanto attiene tassazione e detrazioni: chi a causa di una propria patologia può ottenere la prescrizione medica pagherà solo il 4% di imposta valore aggiunto e potrà detrarre il 19% per cento del costo totale in sede di denuncia dei redditi. Ma la natura inclusiva di Alinker si allarga anche alle modalità di acquisto: è possibile donare le walking bike a chi ne ha bisogno, e lo strumento del crowdfunding è già ampiamente sviluppato e sfruttato in seno a questa community. In Italia, fanno sapere da Movimento (la società importatrice), sarà presto attivo un accordo specifico con Rete Del Dono che semplificherà l’acquisto per tutti.

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